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Quando guido in autostrada ho così paura che stringo forte le mani sul volante e poi mi si addormentano le dita.
E il magone da separazione dai kids non migliora la situazione.
Ma oggi sono tornata al lavoro.
Il bellissimo Mac funzionava alla perfezione e sono riuscita a chiudere il numero.
Il Brambi ha cucinato un filetto di tonno con i controcazzi.
Ho eliminato una stampella :-)
Sto pensando ad una possibile casa (ma non ne voglio parlare per scaramanzia).
Grazie alla Gine, l'ultimo cd di Beck sta girando nel lettore e mi riempie di goduria.
Sono sola, stasera, a Milano.
Ma la cosa è buona e giusta ;-)
Guidando sulla circonvalla verso il centro, stasera, ho visto tanti prati e tanti alberi.
La luce era dolce e dorata.
Io lo so che, prima o poi, mi ci affezionerò, a questa città.
soundtrack: Modern Guilt, Beck
Sembrerà che io scriva in sanscrito, ma questo weekend con i kids è stato bello e insieme complicato.
Se mi avvicino troppo è come se rischiassi di essere divorata.
Se sto a debita distanza sopravvivo, però soffro.
Ho cercato di accontentarli ma poi alla fine erano scontenti.
Ho cercato di parlare e di raccontare ma (apparentemente) non ascoltavano.
Ho mostrato foto del nuovo mondo e non le hanno guardate.
Si sono perfino arrabbiati perché non cammino veloce come vorrebbero loro.
Non sono nemmeno riuscita a scoprire se hanno abbastanza calze pulite in valigia.
Domani devo ripartire, loro staranno al sicuro ma non mi basta.
C'ho un groppo di emozioni che mi frulla a mille dentro la pancia perché io lo so che la mia vita non è altro che loro e un lavoro, e non ci può entrare niente altro.
Eppure è una guerra.
Forse non sono capace.
Forse sono solo adolescenti.
Però è difficile, tenersi per mano.
soundtrack: Mondi lontanissimi, Franco Battiato
Non so come dire.
Si vede che è il mio destino (anche se non mi piace), ma pare che mi manchi sempre qualche pezzo.
E non son pezzi piccoli, eh.
Come quando fai un puzzle e magari cominci con la cornice e poi alla fine scopri che ti manca qualcosa proprio in centro, così poi non si capisce niente.
Mi mancano pezzi di infanzia dei miei figli, pezzi di lavoro, pezzi di casa, pezzi di cuore.
Pezzi di amicizia, pezzi di tenerezza, pezzi di corpo, pezzi di sicurezza.
Un po' è buffo, un po' fa piangere: i pezzi sono intercambiabili e mutanti.
Se ce n'è uno, gli altri puff, svaniscono.
Poi tornano due di quelli che avevo perso, ma l'altro che c'era prima scompare.
È sempre così.
Mio padre diceva che non si può avere tutto.
Era il suo motto preferito, e io son d'accordo: non pretendo un puzzle intero.
Ma almeno tre pezzi (di quelli importanti) in una volta, sì.
Eppure, ormai, avrei già dovuto farci l'abitudine.
Invece è difficile.
soundtrack: Pezzi, Francesco De Gregori
Quest'anno non ci sono stelle da vedere.
In questo momento piove e sono in centro città, troppa luce artificiale (e poi non ho nessuno con cui cercarle).
Non è davvero il momento adatto per sognare, questi giorni sono dedicati al lavoro, ai progetti concreti e al dovere.
Quindi, va bene così.
Però io me le ricordo ancora le stelle cadenti dell'anno scorso in Valle Scrivia.
Erano cinque, bellissime.
Per ogni stella, un desiderio.
Quello che si è avverato mi dà la forza di andare avanti.
Gli altri quattro li aspetto.
Semplicemente.
soundtrack: Dark Star, Crosby Stills Nash & Young








Non ho molto da dire, in questi giorni, di questi giorni.
O anche sì, ma sono cose minuscole, che per la maggior parte delle persone (e anche per me, per com'ero fino a tre settimane fa) magari hanno poco significato.
Faccio passi piccolissimi e tutti storti, mi sento il ginocchio farcito di ovatta, ormai non fa quasi più male ma non funziona.
Esercito la mia pazienza e la cosa mi fa imprecare sottovoce, e sbuffare e certe volte piangere di rabbia.
Faccio sogni stranissimi, ma dormo sempre troppo poco, invece in compenso lavoro tantissimo e questa è una fortuna, perché così di giorno non penso quasi.
Devo cercare di stare tranquilla, aspettando la fine del mese e nuove possibilità per cercare una casa.
Nel frattempo è come stare in un limbo, oppure sull'orlo di un baratro, ma devo fare finta di niente.
Tra poche ore carico il gambone e mi metto in autostrada per tornare in una casa che è ancora mia e nello stesso tempo non lo è e non lo sarà mai più: non mi fa piacere andare da sola, ma tant'è, provo a immaginare che invece il maledetto arto funziona e magari ascolterò musica e canterò durante il viaggio, e alla fine sarà piacevole.
Torno per vedere il mio gatto, visto che i kids non ci sono.
Forse Spago verrà a dormire nel mio letto, domani sera, forse si sdraierà vicino a me e farà le fusa.
Poi proverò a riempire qualche scatolone, anche se non so ancora se e come potò usare le mani e le braccia.
Molto più semplicemente, credo che me ne starò sul sofà a guardare fuori dalla finestra.
E il giorno dopo tornerò indietro, al mio lavoro e alla mia attesa.
Oggi una mia collega giovane mi ha detto: ti conosco da pochi giorni ma ti stimo tantissimo. Sei una donna molto coraggiosa.
Non so se è vero. Io faccio le cose perché devo farle.
Forse sto solo diventando più forte.
Forse la paura adesso mi fa meno paura.
soundtrack: Mi fido di te, Jovanotti

Buon compleanno, Pietro, bambino mio :-)
Tanti auguri a te, che in fondo sei un lottatore nato.
Che oggi sia un giorno di vera festa e di delizia.
Che il mare ti baci al posto mio e il sole sorrida a te che ieri, dopo che ti ho spiegato tutto (purtroppo) al telefono, ci hai pensato su due secondi e poi mi hai buttato lì, serio e compunto, un beh, io prossimamente non ho impegni: con te ci vengo volentieri.
Grazie, per queste parole.
E altro non so dire.
soundtrack: The man I love, Billie Holyday

Cheppalle.
Le stampelle, ovunque tu le appoggi, prima o poi cadono sempre con un fracasso del diavolo.
E tutti si voltano a guardare.
Poi mi sembra di essere una vecchietta, cerco di darmi un'aria spavalda ma se cammino (cioè zoppico) a testa alta e non guardo per terra rischio di incartarmi.
E con tutti 'sti zaini e 'sti sacchetti mi sento pure un po' profuga.
E sono preoccupata per il gatto, ecco.
E trovare casa da queste parti a prezzi abbordabili non è per un cazzo facile.
Per il resto, tutto bene: ho già imparato a guidare in circonvallazione.
Direzione Linate-San Siro e viceversa :-)
soundtrack: Step by step, New Kids on the Block

Lo sai come diventano i bambini quando la mamma parte?
Molto seri.
Cari Kids,
ieri sera ho visto questo film, che potrebbe essere la versione americana (e un po' caramellosa) di Caos Calmo e volevo dirvi che, anche se ci sentiamo tutte le sere per dirci solo cose apparentemente banali tipo come stai, sei stato al mare, cos'hai mangiato di buono, ti comporti bene eccetera, io vi penso sempre.
Semprissimo :-)
E penso cose complicate, che mi fanno paura e nello stesso tempo mi riempiono di speranze e di sogni.
Mi mancate, voi e il fatto di essere partita e non ancora tornata, e di non aver fatto in tempo a salutarvi.
Mi manca il poter parlare con voi del nostro futuro e faccio fatica a tacere e ad esercitare la (per me difficilissima) arte della pazienza.
Mi sento come sospesa in una bolla di sapone che fluttua nell'attesa di potersi posare da qualche parte e così tutte le notti, per continuare a tenere duro, mi immagino come sarà la nostra nuova vita.
E io lo so che sarà bella, anche se prima dovremo fare una specie di corsa a ostacoli.
Sarà bella e più serena, ma siccome (come avete detto voi giustamente tanto tempo fa) io sono un po' grande e un po' piccola, so che avrò paura, quando vi rivedrò e dovrò parlarvene.
E, lo stesso, non vedo l'ora di farlo.
soundtrack:To build a home, The Cinematic Orchestra